CMS multi-sito
Editor visuale, anteprima live, deploy statico. Niente WordPress, niente plugin che si rompono.

12 moduli, una dashboard, zero abbonamenti incrociati
Editor visuale, anteprima live, deploy statico. Niente WordPress, niente plugin che si rompono.
Clienti, progetti, task, time tracking, Gantt. Tutto attaccato — niente Notion+Asana+Numbers.
Premi un bottone, parli o scrivi. L'AI capisce se è task, nota, todo o lead. Poi organizza.
Foto scontrino o brief, AI estrae i dati e li manda in Finanza o Progetti. Zero scatole sotto la scrivania.
Preventivi PDF, proforma, fatture SDI, payment link acconto e saldo. Webhook che chiudono tutto.
Lead dai form anti-spam, pipeline kanban, scoring, follow-up automatici. Dalla cattura alla chiusura.
Sequence drip, template responsive, segmentazione. Dal tuo SMTP — niente provider che ti rate-limitano.
Calendar editoriale, multi-account, multi-brand. Posti quando hai voglia, l'app pubblica quando vuoi tu.
Prenotazioni con il tuo Google Calendar, link Meet auto, reminder. Niente Calendly da 12€/mese.
Carichi documenti, l'AI risponde con citazioni. Niente invenzioni, niente RAG cieco — vedi la fonte.
Brain dump, scan, timer, notifiche push smart. In tasca quando il cliente ti chiama in spiaggia.
Gestisci ogni cliente come una org separata. Hosting europeo, dati tuoi, no USA, no terze parti.

Ho iniziato col grafico e con il web al liceo, nel 2003. Ci insegnavano l'HTML su un foglio e ho pensato “ma seriamente, a che serve imparare 'sta roba a penna? Voglio fare un sito vero.” Quindi ho fatto un sito vero. Nel frattempo facevo fotomontaggi degli amici, locandine di festicciole e rave abusivi. Cose serie.
Dopo i vent'anni mi sono accorto che la gente pagava per quella roba, quindi ho continuato. Tra 2008 e 2012 ero freelance non ufficiale; dal 2012 con P.IVA, quando il commercialista mi ha messo all'angolo.
Da allora: siti, brand identity, packaging, qualche video, app, prototipi. Lavoro per un sacco di clienti diversi — non 3, decisamente di più. Il problema non è mai stato trovare clienti, era gestirli.
HubSpot CRM, Notion progetti, Wave fatture, WordPress + 8 plugin, Gmail. Cinque tool. Cinque login. Tre fonti di verità contraddittorie. Zero tempo per disegnare.
A inizio 2025 ho mollato e ho iniziato a scrivere Rodion. Non per fondare una startup. Per finire la giornata alle 18 invece che alle 22.
Oggi lo uso io, e lo usano alcuni clienti. Funziona — devi sapere come, non è per tutti, ma funziona.
Da solo, a manina, non mi sarebbero bastati 82 anni. O un team da moltemila euro. Ho scelto la terza via: tempo, competenze, e l'AI come alleata, usata con consapevolezza.
A questo punto non ha più senso dire "AI sì" o "AI no". L'AI è qui. La domanda è come la usi e chi la gestisce: tu, con un mestiere alle spalle, o lei, libera di sparare slop in autonomia.
Alle spalle vent'anni abbondanti (ahimè) tra web, grafica, UX e design. Più la passione per lo sviluppo, una curiosità omnichannel cronica, e l'attitudine a sperimentare. Fino a pochi anni fa un progetto come Rodion non sarebbe stato alla portata di un singolo individuo.
Attenzione, però. Non basta scrivere "agisci come il miglior sviluppatore del mondo e creami una piattaforma che includa CMS, CRM, gestione progetti, finanze, prenotazioni, app mobile nativa e varie ed eventuali" e aspettare il miracolo.
Serve controllo capillare su ogni aspetto: stack, architettura, design, UX, problem solving, sicurezza, privacy. E poi tempo. Imprecazioni. Altro tempo. Soldi spesi. Tentativi falliti. Ancora tempo. Problemi.
Non è ancora perfetto. Ma lo uso ogni giorno. E fa il suo sporco lavoro, alla grande.
"Si mi sembra fatto bene, non saprei, faccio la wedding planner io. Vedo solo che il sito funziona meglio, i contatti arrivano, le prenotazioni ci sono. Poi cosa abbia fatto Alessandro non lo so."
"All'inizio dicevo: 'Sto altro tool? Boh, vedremo.' Poi dopo due settimane ho realizzato che potevo cancellare tre abbonamenti e mi sono detto okay. Non è che fa miracoli, è che ora le cose funzionano. Alessandro è uno strano, ma fa cose serie."
"Sì, è normale parlare di sé in terza persona sulla propria landing. È un trucchetto da designer."
Open source? Non ancora. Forse quando avrà più senso. Per adesso preferisco controllare cosa entra e cosa esce.